Mano Nigra

ILdatiniMarina Colasanti ci ha regalato una piccola raccolta di poesie ispirate dalla vita di Francesco e Margherita e dal suo bel palazzo….

poeticamente dai secoli del purgatorio

FRANCESCO di MARCO DATINI

MANO NIGRA

di Marina Colasanti

 

 

 

 

«Bisogna amare lo spazio per descriverlo tanto minuziosamente come se vi fossero molecole di mondo»

G.Bachelard

 

 

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Mano Nigra

 

Ferma sta la mano nigra

in campo rosso

Occhieggia  operosa la sua Ombra

dal corpo la tasca

al Mondo

semina e raccoglie

 

Muore la mano nigra

come chicco al grano

Fiorendosi in aureo giglio

 

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Dimorai

 

Dimorai alle gigliate volte

come corpo affacciato al Mondo

Molti furono commensali

al mio carnal nutrimento

Ai spiriti corali feroci di salvezza

Magro e Affamato

resi l’appetito ai Purgatori

 

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Mater Materia

 

Murai lo primo spazio mio

Per nascer al Tempo

 

Appresso che abitai quel luogo

Fui come incarnato

ai decori in su le tonde volte

 

Vesti preziose a ornare il Corpo mio più bello

in sulla Terra:

Mater Materia celata onorata e vinta

 

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Croce al ceppo

Nacqui deserto alle generazioni

come Giacobbe  steso al secolare sogno

al basso di ritta arrampicata  ascesa

 

Rovesciati  spalancaron gli occhi miei

fin giù al grado amaro che fui posto

dai sette oscuri ambasciator di pena

 

Atteso in terra lapislazzula

In accorata Margarita veglia

resi al ligno mio d’ascesa orizzontal braccio

e penitente posi Croce al Ceppo

 

Fiorino

Fiorino mio Lucente

Venerato

Fosti Tu quella potentia citrina

all’intelletto mio incarnata

 

Tu numero

Tu peso

Tu misura

 

Tu Corpo d’oro

a me congiunto nell’accolta  mano

e seminato e incamminato appresso

come Padre Al Figlio

 

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Vermiglia (la Veste)

 

Vermiglia la veste

che avvolse in fasce

e mi fu Madre

Nigra la peste che la spogliò

 

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La Veste Rossa Mia

 

Rubino e nigro il luminar bagliore

della Veste Rossa Mia

Viluppo scarlatto al sacro d’ossa

Resta  Nova e Risorta

In sua Dimora

Ritta e Possente alle varcate soglie

 

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Abitavan gatti

Scorrean acque di pozzo, e brocche di buon vino

Come vene

e abitavan gatti come intelletti sparsi

usci e finestre parean  occhi alla luce e bocche al riso